Accessibilità, inclusione e natura: il modello messo a punto dalla Cooperativa Dafne con i partner internazionali

Quando un progetto diventa il punto di partenza per un cambiamento strutturale, il suo valore supera i confini dell’esperienza e lascia una traccia duratura. Questo è il caso di DIANA – Developing Inclusive and Accessible Natural Areas, iniziativa finanziata dal Programma Erasmus+ dell’Unione Europea, che in questi mesi ha promosso un confronto concreto, operativo e profondo attorno al tema dell’accessibilità nei contesti naturali.
Il progetto ha preso avvio da un dialogo tra buone pratiche già esistenti in Italia e in Europa, riconoscendole come basi vive su cui costruire un modello condiviso. Attraverso un processo partecipato, queste esperienze sono state messe in rete, analizzate e valorizzate: non come modelli da replicare in modo meccanico, ma come stimoli per una riflessione critica e collettiva sulla fruizione inclusiva degli spazi naturali.
«Ieri è stata una giornata di restituzione significativa, in cui abbiamo presentato gli output del progetto DIANA: un toolkit pratico e un compendio di buone pratiche. Per noi di Cooperativa Dafne - spiega la presidente Marilù Cavallero - non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova visione. Abbiamo costruito strumenti utili e formato guide ambientali, grazie anche al contributo prezioso dei partner di progetto e delle associazioni che rappresentano le persone con disabilità. È chiaro ormai quanto sia necessario promuovere un turismo più inclusivo, capace di valorizzare davvero il territorio.»
Uno dei risultati più significativi di questo percorso è stato infatti lo sviluppo di un toolkit: uno strumento pratico e metodologico, frutto del lavoro congiunto dei partner – Dafne (Italia), KOAN (Spagna) e Balkania (Bulgaria) – che raccoglie indicazioni operative, criteri di accessibilità e riferimenti per accompagnare progettisti, enti locali e operatori nella costruzione di esperienze naturali realmente inclusive.
A partire da questo strumento, e come suo naturale completamento, è nato un percorso formativo rivolto alle guide ambientali escursionistiche, con l’obiettivo di fornire competenze specifiche per l’accompagnamento di persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive. Un atto finale, ma anche un seme per il futuro: oggi queste guide rappresentano una risorsa professionale concreta, in grado di coniugare competenze tecniche, sensibilità relazionale e attenzione all’accessibilità.
Ieri si è tenuta la conferenza finale, in cui sono stati presentati i risultati del progetto, il percorso svolto e le prospettive aperte per il futuro. Un momento di dialogo tra i partner, le istituzioni, gli operatori del territorio e le guide formate.
Prima della tavola rotonda – alla quale hanno partecipato la presidente della Cooperativas Dafne, Marilù Cavallero; Cristina Bellingeri, Disability Manager del Comune di Genova; Sandra Torre, Dirigente del Settore Turismo e Sport del Comune di Genova; Diego Longinotti, Responsabile Rete Disabilità del Celivo – l’intervento del presidente di Legacoop Liguria.
"In questi ambiti a volte ci si trova di fronte ad atteggiamenti paternalistici che non portano lontano - ha sottolineato Mattia Rossi -. Occorre invece ampliare gli strumenti culturali e metterli a disposizione di tutti per rafforzare l'inclusione. Per il mondo cooperativo è un impegno storico che continuiamo a compiere quotidianamente. Ora è il momento di avere un approccio multisistemico che coinvolga più soggetti e si rivolga a tutti gli ambiti a partire dalle nostre comunità".
Oggi, invece, nella suggestiva Foresta Demaniale del Deiva (Sassello, SV), si svolgerà un’escursione accessibile, progettata per essere inclusiva e sensoriale. Il percorso, pensato con il supporto delle guide GAE formate nel progetto e dotato di ausili come la Joelette, sarà un’occasione concreta di sperimentazione, incontro e condivisione.
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